Tubi Pe-Xa per impianti radianti a pavimento? Non sono tutti uguali

Nell’ambito dei vari sistemi di impianti radianti a pavimento si fa un gran parlare di tubo Pe-Xa. Direi che gran parte dei commerciali, ma anche dei tecnici straparlano senza avere alcuna cognizione sull’argomento. Quali sono le reali differenze tra i vari tubi Pe-Xa in commercio? Ho fatto una ricerca al proposito al fine di chiarirmi le idee. La reticolazione di tipo A viene ottenuta mediante un procedimento chimico che si può svolgere in vari modi. I principali utilizzati da sempre sono tre:

a) metodo Engel

b) metodo Pont a Mousson

c) metodo Daoplast

In ogni caso per poter essere marchiato come reticolato A il grado di reticolazione deve essere maggiore del 70%.

La reticolazione, solo per il metodo Engel, avviene durante l’estrusione del tubo con pressione molto elevata attraverso un catalizzatore (perossido) che riscaldandosi libera ossigeno e strappa atomi di idrogeno alla catena HDPE. Il processo Engel è riconosciuto come il migliore in quanto consente di ottenere una perfetta omogeneità di reticolazione, di contro il sistema produttivo è molto costoso e coperto da brevetto internazionale (forse scaduto). La caratteristica identificativa di questa reticolazione ad alta pressione è il fatto che avviene nella massa fusa al di fuori del punto di fusione del cristallite. La reazione di reticolazione avviene durante la formatura del tubo all’interno dello stampo. Il grado di reticolazione che si ottiene con il metodo Engel può arrivare all’85%.

Negli altri metodi Pe-Xa ai perossidi la reticolazione viene fatta dopo l’estrusione con bagni di soluzione salina a 200°C (Pont a Mousson) o con diffusione a 160°C (Daoplast). La reticolazione chimica, eseguita dopo l’estrusione, non garantisce una efficacie omogeneità del processo nell’intera massa del tubo.

Ora cosa cambia praticamente tra i vari metodi? Il grado di reticolazione incide sui seguenti fattori:

  • Resistenza meccanica (curva di regressione temporale)
  • Perdite di carico
  • Flessibilità
  • Resistenza alla corrosione

Quali svantaggi per l’utente finale con un grado di reticolazione inferiore?

1) Minore resistenza della tubazione in fase di posa. (Ricordiamoci che verrà realizzato un massetto tradizionale che sottopone a maggior stress le tubazioni)

2) Minore resistenza alla corrosione (contatto con massetti cementizi basici)

3) Minore resistenza curva temperatura-pressione con maggiore regressione temporale.

Il metodo Engel attualmente viene applicato alla produzione da due aziende. Uponor e Rehau. La differenza di prezzo tra un Pe-Xa Engel e gli altri Pe-Xa può essere anche di 0,40€/m.

Ho scoperto recentemente che una azienda svedese fondata da ex dipendenti Uponor ha fondato una nuova società e implementato un sistema di reticolazione A diverso dall’Engel ma che garantisce caratteristiche simili se non addirittura superiori ad un prezzo molto concorrenziale. La ditta in questione è la LK Pex AB AB http://www.lkpex.se/it/Pex/ Il loro metodo è anch’esso applicato mentre il tubo viene estruso bombardando ad alta frequenza a media temperatura e alta pressione con perossido il materiale fuso.

Il risultato sembra ottimale, la flessibilità del tubo eccezionale:


Veniamo poi ad un’altra caratteristica che differenzia i vari tubi Pe-Xa, la barriera all’ossigeno.

Le tubazioni in Pe-X per loro natura sono permeabili alla diffusione dell’ossigeno. Questo vuol dire che nella tubazione può entrare ossigeno estremamente pericoloso per la durata dell’impianto. Nelle tubazioni si possono formare alghe, muffe, fanghi e nel giro di poco tempo (anche pochi mesi) necessitare di lavaggi e manutenzioni estremamente costose. Per evitare questo problema tutti i produttori di tubazioni Pe-X avvolgono i loro tubi con una barriera all’ossigeno in materiale vinilico chiamata EVOH. Tale strato, di notevole importanza per la durata dell’impianto, può essere interno alla stratigrafia (5 strati), oppure esterno (3 strati).

Tubazione a cinque strati con barriera EVOH protetta

1

Tubazione a tre strati con barriera EVOH esterna

2

Quali gli svantaggi con tubazione a tre strati anziché cinque?

1)       Possibilità di formazione di fanghi, alghe e muffe all’interno della tubazione nel giro di poco tempo

2)       Possibilità di danneggiare la barriera durante le fasi di posa del massetto cementizio

Diffidate quindi dai commercianti spregiudicati che consigliano prodotti di cui non conoscono alcuna caratteristica del materiale che vendono.

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36 risposte a Tubi Pe-Xa per impianti radianti a pavimento? Non sono tutti uguali

  1. Fabio Spinoni scrive:

    Davvero un articolo interessante. Bravo Andrea

    • antonio scrive:

      salve,
      devo costruire una casa ho fatto dei preventivi per riscaldamento a pavimento e in uno mi è stato messo tubo TUBO MULTISTRATO PEXB/AL/PEXB 16×2.00 e in un altro PE-XA 17X2
      vorrei sapere quale dei due è migliore, e se c’è ne sono altri di qualità superiore.
      grazie

  2. marco scrive:

    interessante . qual’è il cosigliato tra pex a o pex c e perchè ?

    • Fabio Spinoni scrive:

      Tra Pe-Xa e Pe-Xc è da preferirsi il primo. La reticolazione in un Pe-Xc avviene dopo l’estrusione del tubo attraverso il bombardamento con elettroni ad elevata velocità, mentre nel Pe-Xa la reticolazione avviene durante la reticolazione del tubo. Nel Pe-Xa il grado minimo di reticolazione è del 70%, nel Pe-Xc del 60%. La reticolazione nel Pe-Xc mantiene le strutture cristalline ed avviene solo nella parte amorfa.

  3. Pingback: Pannelli a pavimento bugnati? Scarsa resa | Italprogetti S.r.l.

  4. Motterlini Lorenzo scrive:

    Complimenti Sig. Andrea per la semplicità e la chiarezza nell’esposizione di argomenti non sempre facili a capirsi. Vorrei segnalarLe un ulteriore metodo di produzione del PE-Xa, effettuato in linea, mediante l’irraggiamento con lampade infrarosso. La miscela di polietilene, adittivi e perossido organico, viene estrusa a formare un tubo, il quale immediatamente a valle dell’estrusore, attraversa un forno a lampade infrarosso tarate su una frequenza tale, da decomporre il solo perossido organico consentendo la reticolazione del polietilene con valori ben superiori al 70%.
    Esiste ad oggi, una sola azienda in Italia che produce PE-Xa e lo produce proprio con questo metodo, sviluppando nel 2010 la linea di produzione PE-Xa a 5 strati, più veloce in europa.
    Buon lavoro e complimenti ancora.

    • Fabio Spinoni scrive:

      Interessante, ma di che produttore si tratta?

    • Rosario Bray scrive:

      devo installare il riscaldamento a pavimento alla mia nuova casa. L’installatore mi ha proposto di utilizzare un impianto RDZ con tubazioni in PEX-a a 5 strati. Vorrei sapere se tali tubazioni sono reticolate con il metodo Engel o mediante altri metodi.
      Ti chiedo una risposta prima possibile in quanto l’installatore sta procedendo con la posa in opera delle tubazioni e vorrei sapere se sta montando il meglio come da lui asserito.
      Grazie, Rosario Bray.

      • Fabio Spinoni scrive:

        Le tubazioni Pex-A che utilizza RDZ non sono reticolate con il metodo Engel. Le ritengo comunque equivalenti a queste ultime. Vai tranquillo. Posa su presagomato o su rete?

    • Federico scrive:

      si proprio, è la GF di valeggio sul mincio.
      ottimo prodotto

  5. bruno galimberti scrive:

    Ottimo articolo, ma senza andare tanto lontano, in provincia di bg c’è un azienda ITS-ABI che è l’unica in italia a produrre tubo PEXa5 strati.

    Saluti

    Bruno Galimberti

    • Fabio Spinoni scrive:

      Si conosco, si tratta della ABI isolanti che ha installato un impianto per la produzione di PeXa a 5 strati ma a quanto mi risulta la reticolazione viene ottenuta con un processo diverso. Hai informazioni più precise?

      • BRUNO GALIMBERTI scrive:

        Buongiorno Sig. Spinoni,

        Mi scuso per il ritardo della risposta. ITS-ABI per la reticolazione dei TUBI PE-Xa usa l’innovatico metodo degli infrarossi che permette la reticolazione salvaguardando la matrice plastica del polistirene in quanto non innalza eccessivamente la temperatura.
        Saluti

  6. luca scrive:

    visto che siamo in argomento vi chiedo…. mi hanno consigliato il tubo multistrsto dove la barriera ossigeno e data dallo strato di alluminio… che ne pensate.??? vantaggi svantaggi???

    • Fabio Spinoni scrive:

      Ci sono pro e contro per ognuno dei sistemi che hai citato. Io solitamente consiglio tubo Pe-Xa su liscio con rete. Le tubazioni multistrato sono interessanti per la completa impermeabilità alla diffusione dell’ossigeno e per la maggiore conducibilità rispetto ad un Pex. E’ però solitamente più difficoltosa la messa in opera oltre che il costo che è maggiore. E’ quindi indispensabile fare un buon confronto tra prezzo e prestazioni. Altra cosa importante è il massetto che vai a realizzare sopra l’impianto. Deve essere in anidrite naturale e autolivellante se vuoi la massima prestazione.

  7. Pino scrive:

    C’è da dire anche che la uni 1264 parte 4 dice che il tubo deve avere uno spessore minimo in funzione del diametro e al netto della barriera ossigeno.
    Esempio: tubo 17 deve avere sp. minimo 1,9mm.
    Come fa qualche produttore ( o meglio sistemista) a vendere tubo multistrato 17×2 per il pavimento radiante?!?

    • Pietro scrive:

      Salve trovo molto interessante il suo post, noto che è molto informato, se permette ne approfitto per chiederle una cosa. Il mio installatore vuole posare un pannello bugnato con tubo in PEXC, io invece sarei orientato a far installare un pannello liscio con disegno millimetrato e utilizzare un tubo in PEX/AL/PEX multistrato.
      Quale delle due soluzioni è migliore, consideri che non ho problemi di installazione, e se con il pannello liscio ci vuole piu tempo per posarlo, pazienza, aspetto.
      Grazie mille, Pietro

      • Fabio Spinoni scrive:

        La differenza tra un Pe-Xa e un Pe-Xc sta nel metodo utilizzato per la reticolazione del tubo. La reticolazione con metodo C viene eseguita con fascio elettronico a temperatura inferiore al punto di fusione, mentre il metodo A prevede la reticolazione a temperatura superiore al punto di fusione. Con il metodo A si ottiene una reticolazione uniforme con ridotte tensioni ed elevata flessibilità. Il materiale risulta più plastico e viscoso del Pe-Xc. Nel metodo A il grado di reticolazione è normalmente superiore al 75%, con il metodo Engel è del 99.5%, con il metodo C la reticolazione è attorno al 60%. La reticolazione è importante in quanto aumenta la resistenza meccanica, soprattutto alla fessurazione sotto sforzo. Quindi maggiore è la reticolazione e meglio è.

        Per quanto riguarda la scelta tra pannello liscio o bugnato, io consiglio sempre il primo in quanto la resa è maggiore, il tubo è infatti completamente immerso nel massetto. Tra i sistemi su pannello liscio preferisco quello con tubazioni installate su rete in quanto con questo sistema le tubazioni risultano rialzate rispetto al pannello di circa 6mm ed è l’unico sistema in cui il tubo è completamente immerso nel massetto. Nei sistemi con pannello liscio e tubazione appoggiata al pannello il tubo è per una parte a contatto con l’isolante. Il tubo multistrato PeX/Al/PeX è sicuramente meglio del PeX sia per quanto riguarda la resistenza meccanica, sia per la conducibilità del tubo che è maggiore. La posa è un po’ più laboriosa in quanto il tubo è più rigido e non consente errori, una volta che l’hai piegato fai fatica a riprenderlo.
        Il maggior tempo di posa di un sistema liscio con rete te lo ripaghi con il costo del materiale che è inferiore al bugnato, soprattutto se l’isolante te lo prendi dove vendono l’isolante e non dal sistemista di turno che ci lucra in maniera sconsiderata.

        • Federico scrive:

          condivido pienamente sulla valutazione tecnica della tubazione PE-Xa e PE-Xc. sulla valutazione del Alupex ritengo totalmente sbagliata la dichiarazione che conduce di più. La mia contrarietà è dovuta dal fatto che non ho fatto prove di laboratorio, bensi una prova pratica e cioè: ho steso in giardino 20 mt di tubazione di alupex 16*2 e pex-c 16*2, le ho alimentate con acqua a 7°C in contemporanea- il risuòltato è stato strepitoso; essendo estate la tubazione in PE-Xc ha condensato prima esternamente e quindi è logico che conduce di più.

  8. marco scrive:

    Buongiorno,
    Vorrei installare dei pannelli radianti a soffitto, con i tubi inseriti in apposite fresature nel cartongesso.
    Mi risulta che molte aziende che fabbricano questi pannelli utilizzano dei tubi in polibutilene invece che quelli in Pe-Xa.
    Mi sapreste dire la differenza tra i due tipi di tubi e se queste, nel mio caso (tubi già inseriti nel pannello, quindi non rischio di abrasione, no contatto con massetto…) possono influire sul loro funzionamento e durata.
    Grazie per l’attenzione

    • Federico scrive:

      non creano nessun tipo di problema all’interno del pannello, eventualmente le giunzioni meccaniche sulle dorsali di alimentazione

  9. Giuseppe scrive:

    Buongiorno,
    Grazie per la condivisione di tutte le info che si trovano in questo sito.
    Ho deciso d’installare il riscaldamento a pavimento, il mio tecnico mi ha consigliato il sistema della Evotek ( è affidabile come ditta?) precisamente il silvertek con pannello bugnato ( ma dopo aver letto i vostri post ho deciso per il pannello liscio).
    però nn sono sicuro sulla qualità del del tubo evopex classe A perché nn trovo nulla sul tipo di metodo utilizzato e la quantità di strati, mi potreste dare dei consigli?
    Grazie.

    Ps. Per il massetto se riesco a reperire i prodotti utilizzerò il q-mas therm bio.

  10. Francesco scrive:

    Un altro aspetto importante è che il tipo A e certificato da ente givernativo svedese come non cancerogeno, mentre ciò non è per il tipo B o C che viene oggi sempre usato le condutture d’acqua domestica in gran parte d’Europa.

    • Fabio Spinoni scrive:

      Francesco,

      sapevo che il tipo B ai bagni di silani era cancerogeno. Poi di colpo sono riusciti a farsi fare un certificato per l’utilizzo con acqua potabile tutti. Io sono sempre convinto che non sia una gran cosa utilizzarlo per l’acqua potabile, ma non ho strumenti certi a supporto della mia tesi. Hai documenti da condividere?

  11. Giovanni scrive:

    Salve,sono ignorante in materia devo realizzare dei sanitari.La tubistica-impiantistica da utilizzare premesso che i tubi passerebbero pure sotto il pavimento da mettere in posa devono essere pex-a da quello che ho capito.Il multistrato in alluminio me lo consigliereste in termini di resa-affidabilita’ e costi d’esercizio?
    Devo mettere pure i tubi del metano.Qual’e’ la tipologia di tubo da utilizzare per fare un buon lavoro?
    Confido nella vostra professionalita’ per non essere impreparato,grazie

    • Fabio Spinoni scrive:

      Per il sanitario va bene in multistrato con lamina di alluminio. Va bene qualsiasi Pe-Xa, lascia stare Pe-Xb. Il Pe-Xb viene prodotto con immersione in bagno di silani che non è certo il massimo per tubazioni utilizzate per acqua potabile. Come marche ti consiglio Rehau, Georg Fischer, Wurth. La scelta è dovuta al tipo di raccordi che hanno queste aziende, a mio avviso, più affidabili degli altri.

    • Federico scrive:

      per il sistema idrico, qualitativamente usare Rame oppure acciaio in quanto la tubazione in Alupex, se viene alimentata con alta temperatura, con il tempo possono sorgere problemi, ciò che non esiste con gli altri due materiali indicati

  12. Giovanni scrive:

    Giovanni pex -a 5 strati che marca deve essere? Domani potrei mettere un potabilizzatore mi consigliate sempre il pex-a a 5 strati vito che il c ed il b possono risultare cancerogeni?

  13. Silvio scrive:

    Vorrei un consiglio da voi: meglio Its Abi pe-xa ovvero Uponor pe-xa? Che differenze ci sono tra le temperature di Massimo esercizio e nella reticolatura tra i due tubi? Quali consigliate? Ringrazio chi risponderà.

  14. Silvio scrive:

    Vorrei un consiglio da voi: meglio Its Abi pe-xa ovvero Uponor pe-xa? Che differenze ci sono tra le temperature di Massimo esercizio e nella reticolazione tra i due tubi? Quali consigliate? Ringrazio chi risponderà.

  15. Manuela scrive:

    Buongiorno
    ne approfitto anche io della tu competenza. Sto realizzando una casa indipendente dove andrò a mettere il riscaldamento a pavimento. Mi hanno proposto le seguenti atternative:
    -sistema VIEGA Fonterra Tacker con pannello liscio in polistirene con banda in alluminio con tubi in polibutilene 17×2
    -sistema con pannello isolante in polistirolo a bugne e tubo in multistrato della Gerg Fischer
    -sistema con pannello isolante in polietilene espanso stampato a bugne e tubo in multistrato 16×2 della EMMETI
    Quale mi consiglieresti tra i 3?
    Avevo pensato al primo facendomi sostituire i tubi con quelli in multistrato.
    Inoltre mi consigli o meno di applicare la rete elettrosaldata?
    Grazie infinite

  16. Luca scrive:

    Buongiorno, da una settimana mi sono affacciato a questo “mondo” ed essendo un profano assolutamente incompetente mi sento in una jungla. Ho visto prezzi di ogni tipo e opinioni completamente conttastanti rispetto al pex-a o pex-c. Un giudizio/consiglio spassionato…è possibile realizzare un buon sistema di riscaldamento radiante a pavimento utilizzando come supporto la pavimentazione esistente? In generale le soluzioni a secco ad ingombro ridotto sono consigliabili/efficienti? In caso di risposta affermativa è possibile avere un consiglio sul produttore-sistema al quale rivolgermi per avere un buon rapporto qualità prezzo ed efficienza? Per ultimo per abbassare un poco le quote è possibile rimuovere la pavimentazione esistente e poggiare su vecchio massetto eventualmente pareggiato con autolivellante? Grazie per il supporto.

  17. Francesco Caronna scrive:

    Potrebbe indicarmi le differenze e i vantaggi/svantaggi del Pert con il Pe-Xa/B/C ? inoltre a me risulta che il tubo della Uponor sia PERT

  18. leo veronesi scrive:

    chiedo gentilmente se l impianto che ho gia posizionato su un app di circa 75 mq preciso vieesman radiante e rimasto scoperto per alcuni giorni causa (problemi mecc della ditta che doveva fare il massetto il giorno dopo )quindi ricapitolando puo creare qualche problema la temperatura notturna GELIDA FINO A MENO….
    GRAZIE LEO V

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