La valvola termostatica e la favola della pompa modulante

Nonostante siano passati sei anni dall’introduzione delle detrazioni fiscali del 55% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione sento ancora, anche tra gli addetti ai lavori, delle inesattezze circa i requisiti minimi. E’ fondamentale che sia ben chiaro che la caldaia a condensazione da sola non è sufficiente, è infatti indispensabile che su ciascun corpo scaldante sia montata una valvola termostatica a bassa inerzia termica oppure se la temperatura media del fluido termovettore è inferiore a 45°C, ovvero, in alternativa, che sia installata su tutti i corpi scaldanti un’altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata.
Innanzitutto quali sono le valvole termostatiche a bassa inerzia termica? Sono tutte quelle valvole caratterizzate da un tempo di risposta (determinato in conformità al punto 6.4.1.13 della norma UNI EN 125) inferiore ai 40 minuti. Le valvole in possesso del marchio di conformità CEN ottemperano a questo requisito. Nel caso in cui in un impianto ad alta temperatura non potessero essere montate le valvole termostatiche il legislatore consente l’utilizzo di un altro sistema che sia in grado di regolare la portata e specifica che tale sistema debba essere previsto su ciascun corpo scaldante. C’è quindi la possibilità di montare, ad esempio, sul collettore di distribuzione del fluido delle testine elettrotermiche per ogni radiatore comandate da un termostato per ogni ambiente purché il tempo di intervento sia nei 40 minuti previsti. Affermare quindi, come sento ancora fare da alcuni tecnici, che basta semplicemente montare una elettropompa modulante, è errato e invalida la richiesta di detrazione fiscale. Quanto affermo è sancito dall’Enea al punto 21 delle FAQ.
Il perché di tale scelta tecnica è molto semplice e legato al funzionamento di una caldaia a condensazione che per poter avere il massimo rendimento possibile deve avere un ritorno del fluido dall’impianto alla temperatura più bassa possibile. Negli impianti con corpi scaldanti selezionati ad alta temperatura, quali quelli esistenti, alla massima potenza richiesta ovvero alle condizioni di progetto è risaputo che le caldaie a condensazione hanno un rendimento vicino, a quello di una caldaia convenzionale, seppure sempre maggiore di qualche punto percentuale. La differenza in termini di rendimento la si fa quando la potenza richiesta è inferiore a quella massima e stiamo parlando della condizione che copre almeno l’85% del tempo di funzionamento di un impianto di riscaldamento. In che modo? Si deve ridurre la portata al corpo scaldante aumentando così la differenza di temperatura tra i fluidi di andata e di ritorno che quindi consentirà un maggior rendimento della caldaia.
La semplice installazione di una elettropompa a portata variabile non consente quanto sopra illustrato in quanto le condizioni sui terminali sarebbero costanti e la portata non varierebbe mai. La pompa modulante infatti lavora sulla pressione differenziale tra la mandata ed il ritorno con riferimento alla perdita di carico alle condizioni di esercizio dell’impianto aperto e la portata la riduce solo quando la perdita di carico aumenta. Se non c’è nessun apparecchio che aumenta la perdita di carico sull’impianto, chiudendo il flusso, è facile intuire che la portata a valle della pompa non cambierà mai e la temperatura di ritorno dall’impianto sarà sempre quella di progetto ovvero la massima.
Vero è che le caldaie a condensazione sono solitamente fatte modulare anche in funzione della temperatura dell’aria esterna e, quindi, consentono alti rendimenti anche in mancanza di regolazione della portata, ma mancano del feedback dall’impianto e quindi non sarebbero pienamente sfruttate. Come mai? Ad esempio se la temperatura esterna è a 0°C, la caldaia produce acqua calda a 65°C con ritorno a 55°C anche se gli ambienti sono tutti o parzialmente soddisfatti. La regolazione della portata sui terminali abbasserebbe la temperatura del ritorno fino, ad esempio, a 35°C permettendo il massimo sfruttamento del generatore.
In conclusione state attenti da chi vi propone la detrazione fiscale per la sostituzione della caldaia con altra a condensazione e non vi spiega che è indispensabile montare le valvole termostatiche sui radiatori o altro sistema di pari efficacia, ma sempre per ciascun corpo scaldante. In futuro vi potreste trovare in difficoltà a spiegarlo al funzionario dell’Agenzia delle Entrate.
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11 risposte a La valvola termostatica e la favola della pompa modulante

  1. Alberto Confetti scrive:

    Già, cose piuttosto ovvie a prescindere dal 55%, eppure dopo tanti anni arriva sempre la richiesta di rito “ma le termostatiche le devo proprio mettere? Devo cambiare anche la pompa?”. Cadono le braccia.

  2. francofior scrive:

    articolo ben fatto per noi profani ci vogliono degli articoli che spiegano come fare alcune cose visto che ci sono tanti saputelli che non capiscono niente

  3. maurizio scrive:

    va bene ma come faccio a variare la portata all’ impianto?nn puo essere solo con le valvole termostatiche

    • Fabio Spinoni scrive:

      Valvole termostatiche e pompa elettronica con sensori di pressione incorporati. Quando le valvole termostatiche chiudono aumenta la pressione differenziale e la pompa riduce il numero di giri.

  4. Samuel scrive:

    Ottima spiegazione! Soprattutto per chi come me non ci capisce quasi nulla….

    Io ho un problema….i termosifoni in alluminio….si scaldano solo sopra, sotto rimangono tiepidi…. Sfiatando i termosifoni, aria non c’è ne…. Li ho staccati e lavati ma erano puliti e l’acqua entra ed esce bene. Mi hanno detto che forse risolvo mettendo degli sfiati subito dopo la caldaia perchè l’impianto passa sopra i celetti, dunque va su e poi giu…. Abito al primo piano. Caldaia Simat di 10 anni fa….qualcuno mi dice che forse è la pompa….ma anche chiudendo tutti i termosifoni e lasciandone solo uno acceso la storia non cambia…..

    Secondo lei mettendo una caldaia a condensazione e con le giuste accortezze che ha indicato lei risolvo il problema?

    Grazie

    • Fabio Spinoni scrive:

      E’ sicuramente un problema di circolazione, quale sia la causa è difficile trovarla stando seduto davanti ad un PC. Prima domanda hai installato delle teste termostatiche sui radiatori o sono valvole normali? Se il problema fosse la pompa della caldaia è ovvio che cambiandola risolveresti. Rimango però dubbioso che il problema sia quello o solo quello. Per risolvere questi problemi è indispensabile vedere l’impianto funzionare.

  5. marta scrive:

    Ciao, scusa il disturbo ma ho un problema e tutti mi dicono cose diverse. Ho un casa vecchia, con termosifoni tradizionali monotubo, che voglio unire all’appartamento di fianco e mi dicono di mettere una caldaia a condensazione.
    L’idraulico dice di mettere una sonda esterna rivolta a nord e basta, che mi tiene la temperatura costante sempre in tutta la casa giorno e notte e mi fa risparmiare, perchè regolare con i termostati e alzare e abbassare è più costoso.
    Altri dicono di aggiungere a questa soluzione il termostato (ma a che serve se la temperatura è impostata nella caldaia?)
    Altri di mettere due valvole di zona e 2 termostati x risparmiare abbassando la temperatura a 18 gradi con i termostati nella zona notte e quando non sono in casa.
    Non mi interessa avere la detrazione del 65%, mi basta il 50% della ristrutturazione, ma vorrei capire quale soluzione mi fa risparmiare… chiaramente mi piacerebbe avere sempre tutta la casa calda, ma temo di spendere un patrimonio attaccando i due appartamenti e facendo come dice l’idraulico…
    mi dai un parere per favore? perdona la mia incompetenza….
    grazie
    io non ci capisco più nulla…

    • Fabio Spinoni scrive:

      La soluzione migliore è quella di installare una caldaia a condensazione dotata di sonda esterna e di pannello regolatore per la programmazione oraria. Su ogni radiatore fai montare le valvole termostatiche (esistono anche per il sistema monotubo) che regolano la temperatura ambiente. Quello che ti dice l’idraulico circa il mantenimento in temperatura degli ambienti è vero, puoi fare degli abbassamenti notturni ma non andrei oltre 1°C. Oggigiorno installare una caldaia tradizionale invece che a condensazione non ha alcun senso economico. Spendi qualche centinaio di euro in più, ma li recuperi in una stagione.

  6. Andrea scrive:

    Salve,
    io avrei una domanda sempre per quanto riguarda ottenere gli incentivi.
    Il mio attuale sistema (molto vecchio ci tengo a specificare) di riscaldamento è senza termosifoni… mi spiego meglio, attualmente in casa abbiamo una specie di termoventilatore che soffia l’aria calda in giro per casa tramite delle bocchette opportunamente distribuite. Il termoventilatore, e non so se sia il termine corretto, usa acqua calda per generare aria calda e l’acqua viene scaldata da una vecchia caldaia (che ormai ha quasi 25 anni) così prima che ci abbandoni vorrei sostituirla con una a condensazione ma ovviamente nel mio caso le valvole non si possono applicare!!! Posso avere la detrazione? Come lo spiego ad un funzionario dell’agenzia delle entrate qualora mi chiedessero spiegazioni?

    Grazie mille
    A.

    • Fabio Spinoni scrive:

      La detrazione del 65% è legata al controllo di portata in ambiente che tu non puoi fare. Ti conviene procedere con la detrazione del 50% con riferimento all’art.16bis del DPR917/86 TUIR lettera h).

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